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Evento n° 422493
Data inizio: 30/10/2024
Data fine: 30/04/2025
Crediti assegnati: 16
Corso gratuito
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Evento n° 422493
Data inizio: 30/10/2024
Data fine: 30/04/2025
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Corso gratuito
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Evento n° 432619
Data inizio: 22/10/2024
Data fine: 21/10/2025
Crediti assegnati: 5
Corso gratuito
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In disuso nella società contemporanea secolare e disillusa, speranza è parola-concetto che merita analisi e riflessione. Con docenti esperti di mitologia, teologia, filosofia, psicoanalisi, medicina, ripercorriamo la storia del lemma, indagandone il senso antico e la valenza odierna, fino a scoprire che l’anelito alla trascendenza resti un’inconfessata necessità.
Con Andrea Rodighiero, studioso di letteratura, lingua e filologia greca, si esplorano Forme e figure della speranza. Attraverso i greci la nozione di ἐλπίς entra nell’esperienza individuale e sociale cui apparteniamo. La speranza degli antichi contempla una dimensione irrazionalmente positiva verso il futuro, un’intenzione progettuale, una volontà presaga di azione. Una prospettiva utopica che, benché linguisticamente sconosciuta ai greci, proietta gli inventori della democrazia nella contemporaneità politica.
Lo scrittore Alessandro Zaccuri in Bibbia e speranza ci invita a leggere i libri sacri, oggetto di studi scientifici ma anche esperienza culturale, umana, spirituale per tutti. L’atteggiamento interiore sarà di speranza, sospesi in quel luogo e in quel tempo “tra la promessa e l’attesa”, come recita il sottotitolo della sua lezione. Una prospettiva in cui la salvezza è possibile, non solo per il singolo o per il popolo eletto del primo testamento, ma per l’umanità tutta del secondo.
È filosofica la prospettiva di Patrizia Cipolletta, che nella lezione Speranza nella filosofia del ‘900 rievoca il risveglio amaro dell’Occidente all’inizio del secolo scorso e il pessimismo che da allora ci pervade. Nella contemporaneità trainata soltanto dalla tecnica, occorrerà una nuova meditazione occidentale, una ricerca di noi stessi che passi attraverso l’ascolto della nostra sostanza naturale. Affinché la speranza di un mondo migliore risorga e orienti il nostro agire, in unione con una tecnica finalmente utile, e per tutti.
Rita Corsa in Speranza nella cura psicoanalitica analizza la speranza quale sentimento fondamentale nel lavoro terapeutico, soprattutto di fronte ai limiti del vivere, psichici e somatici, evidenziandone la funzione curativa, ma anche le insidie di una sua eccedenza. La psichiatra e psicoanalista descrive inoltre quel processo che chiama della “trasformazione in speranza del dolore psichico”: fattore propulsivo che alimenta il lavoro analitico e permette di riprendere fiducia nel futuro tenendo a bada l’angoscia di morte.
Neurologo e neurofisiologo, Fabrizio Benedetti adotta una prospettiva biologica nella lezione La speranza è un farmaco. Dove evidenzia come la speranza coincida con il fattore psicologico, ovvero l’aspettativa e il desiderio di beneficio clinico da parte del paziente. Un effetto placebo che, alimentato dalla relazione tra curato e curante nota da Ippocrate in avanti, può giocare un ruolo cruciale nell’esito della terapia. Senza alcuna evidenza scientifica in campo oncologico, ma con effetti sorprendenti in numerose patologie.
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Evento n° 423455
Data inizio: 15/07/2024
Data fine: 14/07/2025
Crediti assegnati: 12
Corso gratuito
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Evento n° 426925
Data inizio: 01/10/2024
Data fine: 30/09/2025
Crediti assegnati: 10
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Evento n° 430273
Data inizio: 24/09/2024
Data fine: 22/09/2025
Crediti assegnati: 6
Corso gratuito
Viviamo sommersi dalle immagini, la nostra è sempre più una “civiltà delle immagini”. Ma cosa sono le immagini? Come le usiamo? Come ci condizionano e con quali ricadute sulla nostra psiche? A quali esperienze, a quali nuove forme di conoscenza ci conducono? Cosa distingue il pensiero visivo da quello concettuale? E ancora: quali trasformazioni produce l’attuale cultura delle immagini nella ricerca scientifica (in particolare nelle neuroscienze) e nella diagnostica medica? Diverse le prospettive analizzate, per fornire una visione quanto più estesa di un tema che evidentemente trascende la percezione visiva ed estetica.
Indispensabile una premessa filosofica, esposta da Massimo Donà. Nel suo intervento Perché pensiamo per immagini il filosofo (e musicista) ci ricorda quale sia il vero significato del lemma “immagine”, quotidianamente utilizzato senza associarlo a un pensiero. Ripercorrere l’idea dell’immagine che attraversa la storia della filosofia, dai Greci a Cartesio, da Kant a Deleuze, significa fissare quelle forme universali che tutti riconosciamo attraverso gli occhi della mente.
Lo storico dell’arte Giuseppe Di Napoli con la lezione Immagine, immaginazione e pensiero visivo, intende scardinare la dittatura del logos sul pensiero visivo. Quando invece – osserva il relatore – l’homo è videns prima che sapiens: il neonato, appunto, prima vede e molto tempo dopo parla. L’attività conoscitiva passa proprio attraverso l’occhio, che elabora una forma di conoscenza visiva con pensieri di carattere visivo, non riconducibili al pensiero discorsivo né alla parola.
Un excursus sul Raccontare per immagini nell’esperienza analitica la offre la psicoterapeuta Nicole Janigro. La nostra esistenza è un racconto per immagini, a partire dal primo volto che il neonato vede fino alla quantità di immagini che continuamente ci vengono incontro. Tanto più in quest’epoca di inflazione delle immagini, molte “patologiche”, ovvero dal contenuto violento o tragico, alle quali l’essere soggetti visivi ci espone, altre invece dal potere “curativo”. Toccherà a ognuno di noi la scelta delle nostre immagini, che sarà il terapeuta a interpretare.
Lo psicologo Ugo Morelli completa l’analisi della psiche occupandosi di Percezione della realtà mediata dalle immagini. Ma cosa significa per noi vedere e percepire il mondo? Si metterà in discussione il primato della visione nel processo percettivo per scoprire come non si tratti solo di mediazione. Morelli proporrà anche la sua teoria dell’immagine quale “evento” della nostra vita, che noi stessi produciamo e che influenza le nostre scelte e i nostri comportamenti.
Complessa ma necessaria per comprendere il quadro, la lezione della sociologa Valentina Grassi: Per una sociologia dell’immaginario. Un tema da sempre poco frequentato nella disciplina sociologica che l’autrice sostiene, sin dall’inizio delle sue ricerche, trattarsi invece di materia scientifica. Partendo dall’analisi dell’etimo latino “imago” attraverso lo studio della metodologia sociologica, la docente avanza l’idea che l’immaginario abbia un legame profondo con la società che lo produce e di esso vive.
Ci accompagna in ambienti virtuali il filosofo esperto di tecnologie Andrea Pinotti con la lezione Alla soglia dell’immagine. Facendo innanzi tutto chiarezza sulla terminologia corretta contro l’uso ormai invalso e spiegandoci esattamente le caratteristiche della realtà virtuale. Dove possiamo immergerci attraverso un casco, teletrasportati in un ambiente alternativo popolato di presenze (umane, animali, inanimate) che esclude il nostro mondo. Basterà superare una soglia, non più avvertita come invalicabile, bensì transitabile.
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Evento n° 422294
Data inizio: 09/09/2024
Data fine: 10/03/2025
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Evento n° 427447
Data inizio: 03/09/2024
Data fine: 02/09/2025
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